I codici per volersi bene

Quando segui la tua natura, la tua originalità, trovare poi le cose da dire e da fare diventa semplice. Mentre se ti adegui al mondo esterno conformandoti ai modelli di perfezione, tradisci te stessa e soffri. I modelli di perfezione ci donano una falsa sicurezza. La vita migliore è quella fatta di imprevisti, di sorprese. Non si può avere il controllo sulla vita e su di noi. L’energia non circola. L’idea di perfezione è controllo, è di chi non si affida totalmente alla vita, che è imprevisto. Bisogna smettere di lottare con noi stessi e ritrovare l’armonia e il benessere.

Una serie di codici ci aiutano a raggiungere l’obiettivo.

Dedicare più tempo a ciò che ci procura piacere: impegni e doveri contano ma non sono tutto. Ci siamo noi e ci sono le cose che ci fanno stare bene. Mettiamone di più nelle nostre giornate.

Dire quello che pensiamo senza reprimerci: Iniziamo a dire a noi stessi quello che ci piace e quello che non ci piace. Dirlo a noi stessi è già tanto. Iniziamo un pò alla volta a farlo poi con altri. Vedrai che il timore di deludere, di ferire, di trasgredire andrà via.

Accettare un pò di disordine e imperfezione: Il caos è creativo, non vuol dire che dobbiamo andare in confusione, ma che ci deve essere spazio per l’improvvisazione, per l’istinto, per il fuori-programma.

Facciamo spazio ai lati di noi più insoliti e mano scontati: Portare alla luce qualità di noi che ci arricchiscono, come parlare per ore nonostante la tua timidezza, ecc.

Non correggere le tue emozioni: Accogli le emozioni, anche la rabbia, la tristezza, l’insicurezza, l’ansia parlano dal profondo di te. Quando le guardi senza dare giudizi, ti arricchiscono.

Accogliere la paura di deludere le aspettative: Certi timori sono grandi solo nella nostra testa, spesso anzi li creiamo noi.

Chi ti ama, ti vuole felice.

Fai emergere la tua energia creativa

Il nostro lato razionale, giudicante, abitudinario, che trova rassicurante la ripetizione e preferisce vivere secondo modelli acquisiti, Questa parte di noi ci invita a continuare nella solita strada, a non provare cambiamenti. Ha paura della novità, dell’ignoto, delle delusioni, del giudizio altrui.. Di fronte a un’alternativa siamo quindi sempre portati a scegliere quella conosciuta, che abbiamo già sperimentato, anche se abbiamo visto che non ci soddisfa.

Cosa c’è invece dall’altro lato? C’è il talento.

Il talento è prima di tutto un’energia creativa che vive dentro ognuno di noi e che , lasciata libera, porta ogni persona alla sua piena e spontanea realizzazione.

E’ un patrimonio alla portata di tutti, a qualsiasi età, il talento è un attitudine individuale, è ciò che sai fare, che ti viene facile. senza averlo imparato.

I talenti si intrecciano con gli interessi e le passioni che tutti coltiviamo.

L’energia creativa, lasciata libera di esprimersi, ci porta a essere ciò per cui siamo nati.

Fare ciò che ci piace è fondamentale per il benessere della nostra anima e fa emergere il nostro essere diversi da tutti, occorre cambiare modo di pensare e rendersi conto che si tratta di momenti fondamentali per il benessere psichico perché in essi si manifesta la propria diversità.

Far emergere le nostre capacità innate significa riscoprire i gesti e le azioni che magari abbiamo trascurato; possiamo tornare in contatto con lo stato più vitale di noi stessi attraverso l’azione. Le nostre azioni esprimono la nostra identità più autentica e genuina che dobbiamo riconquistare rompendo i formalismi. Fare cose che sappiamo fare e che ci danno soddisfazioni, ci fanno dimenticare l’orologio, ci portano in un altro mondo. Già basta questo per iniziare a liberare l’energia che abbiamo dentro, e l’istintività ritrovata a poco a poco ci riempirà di entusiasmo, perché facciamo quello per cui siamo nati.

Partiamo dalle piccole azioni, sceglie la tua d’impulso, senza ragionarci sopra. E’ quella a cui ti dedichi con gioia, in cui ti piace perderti. Ripensare a cosa ti fa davvero piacere ti aiuta a entrare meglio in contatto con te stesso/a e a essere più consapevole delle tue esigenze reali. I vantaggi per gli over 50 sono che diminuisce l’esigenza di rispondere alle aspettative collettive, si è mediamente più sereni con se stessi che a 20, si sposta l’attenzione della performance (devo essere, devo fare, devo dimostrare) al talento (quello che mi piace fare, quello che mi fa stare bene).

L’unico criterio di scelta è la gioia che provi dedicandoti alle tue passioni. Il parere degli altri non conta nulla.

Se davvero non sai cosa ti rende speciale, vai con la mente a cosa ti divertiva quando eri piccola, Quello era il tuo talento, perché a quell’età il talento non è represso e soffocato dalle abitudini, dagli schemi e dai condizionamenti che in seguito lo seppelliranno.

Relazioni Tossiche

Si sente sempre più spesso parlare di relazioni tossiche, cioè di rapporti d’amore, di lavoro o familiari disfunzionali. Un rapporto fra persone che non si sostengono a vicenda, dove c’è perenne conflitto, dove c’è competizione e mancanza di rispetto e coesione. L’elemento tossico è naturalmente la persona che all’interno della relazione ad esempio assume il ruolo di dominante e persecutore. Non mancano casi di relazioni tossiche a impronta narcisistica anche sul lavoro, con gli amici o in famiglia nei confronti magari di un genitore iper svalutante e irraggiungibile o di un figlio problematico che pretende, anche in età adulta, attenzioni assolute e paragonabili a quelle normalmente destinate ai primi anni di vita. Chi è vittima di una relazione tossica non solo tende a una sopportazione fuori misura, ma spesso anche a minimizzare quanto gli capita. Lo fa perchè si sente svalutato, ma uscirne è sempre possibile, a patto che cessi quel misto di ostinazione, idealismo e autocommiserazione che caratterizza sempre chi le vive sul lato della vittima. Occorre arrendersi, vivere il dolore, ma ricordarsi che siamo al mondo per essere felici e che liberarsi di una relazione tormentata è il regalo più importante che possiamo fare a noi stessi. Namastè

Ritrova la calma interiore sperimentandola ogni giorno

Ci sono momenti in cui le nostre giornate sembrano essere solo un susseguirsi di imprevisti, di eventi e situazioni complicate da affrontare. Ognuno ha il suo modo di vivere l’agitazione: c’è chi si sveglia in preda all’ansia, chi urla per qualsiasi cosa ecc. Viviamo in costante stato di allerta; il problema non sono gli eventi in sé ma l’atteggiamento di fondo che mettiamo in campo per affrontarli. Ansia, preoccupazione, agitazione e insoddisfazione, infatti, sono legate al nostro modo di pensare, per questo per ritrovare la calma dobbiamo cambiare il nostro atteggiamento, imparando a spegnere il brusio della mente. L’agitazione è un occasione, qualcosa che ti invita a guardare ciò che non vuoi vedere. Il problema quindi non è quello che succede, ma il tuo modo di affrontarlo. Solo esplorando il tuo mondo interiore, confrontandoti con i tuoi limiti e incontrando la pazienza e la costanza nelle cose di tutti i giorni, potrai ritrovare la calma. Ecco cosa può aiutarti : Respira profondamente e riporta l’attenzione sulle cose che ti piace fare, di cosa ti fa rilassare profondamente, visualizza con l’occhio della mente la situazione che ti rilassa e fai emergere le sensazioni, i gusti, gli istinti e le passioni e osservati. Già solo questo favorisce uno stato di quiete immediato. Un’ altro strumento che hai a disposizione è il corpo per poter staccare i pensieri deboli, dedicati ad una disciplina o a un’attività che ti appassiona e ti diverte. Il movimento fisico, ma anche la più semplice attività manuale, ciò azzera ogni ragionamento, producendo nel cervello sostanze benefiche, le endorfine, in grado di procurare piacere e rilassamento. Questo accade perché l’agire dirotta l’attenzione del cervello sul “qui e ora”, distogliendo dai pensieri. Altra tecnica per lasciarti alle spalle ciò che ti turba è svolgere le piccole azoni della giornata come rifarsi il letto, prepararsi il caffè, fare la doccia, apparecchiare la tavola, cucinare il pasto ecc. Quando stai per compiere queste azioni quotidiane fai un respiro lungo e profondo e rallenta al massimo tutti i movimenti, ogni gesto che compi. Concentrati sulla posizione che assumi, sul gesto che compi, sugli oggetti che stai usando, sulla sensazione fisica che provi,…rallenta, rallenta, rallenta il gesto sempre di più. Ridurre il gesto non solo ti mette in una situazione di calma in pochi minuti, ma ti dà anche la possibilità di percepire l’attimo e la tua presenza a te stessa.

Quindi per trovare realmente la calma occorre rivolgere lo sguardo dentro di noi, affidandoci all’interiorità e all’immaginazione. Affidiamoci quindi alle azioni e agli strumenti che ci aiutano a realizzare il nostro stato di calma interiore e a mantenerlo nel tempo. Namastè

La maturità per rinascere

Superata la giovinezza dovremmo essere più liberi dai condizionamenti e finalmente dovremmo capire che al mondo non c’è nessuno come noi.

La nostra anima ha bisogno che smettiamo di analizzare gli errori che crediamo di aver commesso e le cose che non sono accadute. Ognuno deve seguire quello che ha deciso il proprio sé. Strada facendo in noi si è formata una saggezza che ci impedisce di correre dietro alle illusioni. Siamo qui in fondo per realizzare i nostri interessi più profondi che in gioventù spesso li perdiamo di vista, assorbiti dal mondo esterno, dal dover essere come tutti gli altri, dal cercare di adeguarci al pensiero collettivo di indossare una maschera e impersonare un ruolo conformandoci con l’ambiente dando importanza alle apparenze, ai giudizi, reprimendo i desideri. Il senso di fallimento per qualcuno nasce dalla disillusione rispetto ai modelli esterni. Solo quando la mente si libera dai condizionamenti profondi, arriva il momento di perseguire i propri interessi, le proprie passioni, le proprie aspirazioni.

Contemplare noi stessi così come si è, guardarsi senza dirsi nulla, è veramente il segreto di ogni rinascita. L’unica cosa che dobbiamo fare è non interferire con il nostro destino, credendo di dover seguire modelli esterni, che ci allontanano dalla nostra vera essenza.

L’ego patologico

L’ego in se stesso è patologico.

L’ego nella sua cecità è incapace di vedere la sofferenza che infligge a se stesso e agli altri. L’infelicità è una malattia mentale ed emozionale creata dall’ego. Stati negativi come la rabbia, l’ansia, l’odio, il risentimento, la scontentezza, l’invidia, la gelosia e così via, rafforzano l’ego e non sono riconosciuti come negativi ma giustificati e fraintesi come fossero causati da qualcuno o da qualche fattore esterno invece che creati da voi stessi.

L’ego crea separazione e la separazione crea sofferenza.

La negatività non è intelligente, appartiene sempre all’ego. L’ego può essere abile, ma non è intelligente. L’abilità è motivata da interessi personali e divide, mentre l’intelligenza include. L’ego ti fa ammalare, il tuo sistema immunitario ne risente. Solo quando la vostra identità si è spostata dall’ego alla consapevolezza potete diventare consapevoli dell’ego. Significa che l’ego si sta restringendo e la consapevolezza sta crescendo, e si schiuderanno infinite possibilità.

Autoguarigione

Abbiamo la capacità di autoguarirci grazie anche all’ambiente energetico, emotivo..(quarantamila cellule nel cuore che si collegano con quelle della mente). Quando amiamo noi stessi si crea la chimica di guarigione, con l’accettazione, il perdono, la gratitudine…l’effetto va oltre il corpo fisico, è il campo magnetico che è influenzato dal campo magnetico dell’universo. Il cuore è un generatore biomagnetico accoppiato con il magnetismo della terra, pertanto si entra in armonia e si guarisce. Siamo tutti connessi. Bisogna essere gentili anche con chi non lo merita. La scienza ci dice che siamo sempre collegati pur distanti, non c’è separazione. Diventiamo gratitudine, gentilezza e compassione. Viviamo in un universo interattivo, per cambiare la nostra vita e guarire dobbiamo rimuovere le credenze, così cambia il nostro campo magnetico. Noi creiamo sempre la realtà. Abbiamo il potere di cambiare la realtà.

La Missione

La missione di ogni essere umano è seguire l’anima, il cuore e non la mente, devi sincronizzarti sulla frequenza giusta collegandoti con la tua vera natura, inizia con i cibi sani, pensieri puri e non di odio, altrimenti cambi frequenza, fai azioni positive, attività fisica, nutri la mente e il cuore. Lo scopo finale di questa vita è di stare bene, ognuno di noi ha una dote, talento. Devi goderti la vita che è un grande parco giochi e tu devi stare bene. La mente vuole essere felice pensando un domani, il cuore vuole godersi il presente facendo azioni senza pensare al tornaconto. Amiamo le persone perchè abbiamo un tornaconto; l’amore è volere il bene dell’altro e spesso in amore si sta per il proprio bene.

Condizionamenti esterni influenzano la nostra vita, la nostra mente. Comprendi la tua missione, fai azioni, goditi qualsiasi cosa tu stia facendo senza aspettarti nulla in cambio ma tieni fede alla tua missione.

L’ostacolo è uno stimolo per i bambini, gli adulti sono noiosi perchè vogliono la garanzia di una vita liscia senza ostacoli, senza sfide. Ma le sfide ti rafforzano. Pensa agli ostacoli come i pesi della palestra.

Quando comprendi la tua missione ti integri nella vita con un nuovo e sano atteggiamento. Ti fortifichi, sei presente con te stesso, pur vivendo un dolore fisico o emotivo, sei consapevole che quella è la tua missione in questa vita terrena e superi tutte le prove giorno dopo giorno con spirito di saggezza, di coraggio e misericordia rispetto te stessa e gli altri. Sai che non devi mollare. E’ lo scopo della tua vita, Noi siamo collegati, e con il tuo comportamento determinato da questa presa di coscienza andiamo e inviare messaggi di amore, lezioni di coraggio e di sicurezza agli altri e all’ambiente che si riflette su di noi allo stesso modo appunto. Buona missione di vita anime belle.

Perdonare

Perdonare non è dimenticare, giustificare e neanche non reagire. E’ semplicemente essere e agire liberi dall’odio, dal rancore, dal risentimento, dal dolore, dalla paura, dall’impotenza, dalla colpa. Anticamente le donne che perdevano il coniuge erano costrette a portare l’abito nero per tutta la vita. Legavano cuore, anima e corpo a quel dolore e lo testimoniavano lungo il corso di tutta la loro esistenza. Come se ritrovare la gioia di vivere ed essere felici fosse un atto di grave tradimento verso la persona amata, come se si fossero dimenticate di quell’amore. Ma amare è anche evolvere, trasformarsi, lasciar andare, mantenere il cuore aperto alla vita. Legarsi al dolore è un codice molto radicato nella mente: assegniamo a quel dolore il potere di non farci dimenticare l’accaduto, di esserne la memoria. Bisognerebbe insegnare il perdono. Come arma di autoguarigione e seme della pace. Per noi stessi e per la nostra civiltà.

Non è la vendetta ma il perdono a ridare alla vittima la sensazione di controllo della propria vita. Inoltre, in chi perdona diminuiscono i comportamenti autolesionisti e aumenta il sentimento di vicinanza e appartenenza alla propria comunità e all’umanità. Un padre che non riesce a dare amore al proprio figlio e lo giudica pesantemente, ad esempio, probabilmente ha ricevuto lo stesso trattamento dal proprio padre. Il perdono ci ricorda che io dolore è figlio del dolore e il potere di scegliere di spezzare questa catena di sofferenza è nelle nostre mani