Le nobili verità

Prima di parlare delle quattro nobili verità è bene fare una prefazione per capire poi l’intero percorso.

Tutto ciò che vediamo fuori è il riflesso del nostro mondo interiore.

Nel mondo duale e materiale non è il desiderio il problema in sè ma è come agire per ottenerlo. Non ci accorgiamo di creare problemi agli altri, non permettendo agli altri di soddisfare i propri desideri. Tutto ciò non è sostenibile.

Le quattro nobili verità sono: la sofferenza, le origini, la cessazione e il sentiero.

Sono insegnamenti Sutra del Budda dopo l’illuminazione.

Sofferenza: Dovremmo conoscere la nostra sofferenza delle vite passate e future. Fin quando non si pone fine al ciclo nascita-morte-rinascita-morte eccc, la sofferenza ci sarà sempre in quanto sperimentiamo maggiore sofferenza nelle vite future per conoscere altre sofferenza (rabbia, gelosia, orgoglio, attaccamento).

Come si fa per risolvere ed uscire da questa condizione?

Origini: Dovremmo conoscere le origini della nostra sofferenza che non viene dalle circostanze esterne di questa vita, il Budda insegna che la sofferenza è uno stato interiore della mente che non si trova al di fuori della mente ma dentro la mente : Attitudine egocentrica che porta accecamenti, mente disturbata dai condizionamenti (vogliamo imporre il nostro attaccamento agli altri). E’ bene riconoscere quindi le cause della sofferenza, legata agli attaccamenti ed alla soddisfazione dei nostri desideri, alle persone e quindi dipendenza da queste persone.

Riconoscere che la mente come il corpo ha delle malattie come gli accecamenti.

Relativamente alle cose materiali, gli oggetti di per sè non sono negativi ma siamo noi che ci attacchiamo agli oggetti. E’ come ci relazioniamo!

Alla stessa maniera se noi ci relazioniamo alle persone generando pazienza e comprensione, quelle persone sono positive e danno a noi la possibilità di migliorarci come persone. Al contrario, se rispondi con rabbia queste persone sono negative. Dipende da noi, da come sperimentiamo i due sentimenti (buoni e cattivi). Se cambi tu, cambia il mondo. Come la qualità del cibo che è lo stesso ma cambia la percezione per ognuno di noi. Dobbiamo sforzarci ad andare oltre.

La natura della nostra mente è pace, compassione, amore.

La felicità viene dalla pace interiore quando non sperimentiamo sofferenza.

Cessazione: È necessario cessare questi squilibri.

Stati della mente che solo noi possiamo rendere felici e non felici in base ai sentimenti che sorgono.

Per aumentare l’attenzione e la concentrazione nella mente disciplinandola, occorre l’addestramento.

Ognuno deve sperimentare e decidere per se stesso per uscire dalla sofferenza.

Sentiero: Lo strumento per poter uscire dalla sofferenza è la meditazione.

Sviluppare la nostra natura umana. L’animale non è nella condizione di poter evolversi, vivono nel proprio essere. Nel buddismo l’animale è una rinascita sfortunata rispetto all’uomo che può attingere agli insegnamenti del Sutra per migliorare la propria vita.

Il cane resta il cane, il gatto resta il gatto. L’uomo diventa Budda.

Gli animali possono rinascere in un’altra vita come umani e rivalersi (l’uomo tratta male l’animale; l’animale dice “vediamo nell’altra vita chi diventa animale e chi umano”, così i pescatori e i pesci si scambiano di ruolo).

Il budda dice che tutti gli esseri viventi sono le nostre madri. Tutti possono rinascere come esseri umani e avere un percorso di crescita.

IL consiglio per star bene è meditare per creare pace nella nostra mente. Ci vuole addestramento e costanza per diventare più forte, più capace e abile.

Affrontiamo le situazioni e le nostre capacità e mano a mano accresciamo le nostre potenzialità per affrontare le situazioni più sfidanti.

Con la meditazione trasformiamo il difetto della mente in uno stato sano, gestiamo le emozioni. Sperimentiamo le virtù dell’anima sviluppandole.

Sperimentiamo lo stato di pace anche nella vita quotidiana non solo nella meditazione.

Le cose sono impermanenti, le cose passate sono passate, successe e non presenti e se non lasciamo andare il passato soffriamo. Dobbiamo essere consapevoli di questo.

In generale i nostri problemi vengono dalla nostra capacità di accettare le cose che ci accadono. Accettiamo il fatto che siano accadute e da lì facciamo tutto ciò che possiamo fare.

Spesso capita che quando siamo concentrati su noi stessi dimentichiamo gli altri. Anche gli altri soffrono. Questa consapevolezza ci aiuta a dare una proporzione, una prospettiva differente. Allargare la prospettiva per ridurre il dolore.

Nel nostro karma abbiamo le cause che contengono tutti gli effetti. Gli effetti dipendono dalle azioni, dalle parole, dai pensieri (le cause). La natura delle azioni che compiamo dipende molto dalle nostre intenzioni (una bugia a fin di bene, per proteggere). Inoltre il karma non ha senso se non consideriamo le vite passate e future (devi credere nella rincarnazione).

Quando soffriamo di una situazione è perchè abbiamo preso una rinascita contaminata, è la nostra condizione. Il nostro karma. Possiamo pulire i nostri debiti karmici allenandoci con la meditazione.

Morire con la mente pacifica con la meditazione, maturare un karma buono.

Il Nirvana per il buddismo è la liberazione di noi stessi permanente dal ciclo delle rinascite contaminate e incontrollate che sperimentano la sofferenza (quei velini interiori degli accecamenti). Poi viene l’illuminazione che è un mezzo attraverso il quale soddisfiamo noi stessi a liberare gli altri esseri viventi ad essere liberi dalla sofferenza e sperimentare la felicità in quanto siamo tutti collegati.

Un dono realizzato da mia figlia Eleonora

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