Molti di voi, in questo periodo, si sentono fermi.
Sapete cosa dovreste fare, ma non riuscite a muovermi.
Non sempre è mancanza di volontà. E’ blocco.
Il blocco non è un errore del sistema. E’ una risposta.
Quando il carico interno è troppo alto o il sistema nervoso è in allerta da troppo tempo, fermarsi diventa una forma di protezione.
Prima di chiederti “perchè non riesco a fare?”, puoi chiederti:
Cosa dentro di me sta cercando di proteggermi?
Che cosa fare se fossi libero?
Il blocco si sente nel corpo.
Rigidità. Pesantezza. Mancanza di slancio.
Come se qualcosa trattenesse il movimento.
Il corpo non si blocca senza motivo.
Sta evitando uno sforzo che percepisce come troppo, o un’esperienza che non si sente pronto a sostenere.
Il blocco non è vuoto. E’ pieno di informazioni. Prova ad esplorarlo.
Breve pratica
Oggi non cercare di sbloccarti.
Fai questo:
muovi lentamente il corpo per 30 secondi.
Anche poco. Anche minimo.
Il sistema non ha bisogno di essere forzato. Ha bisogno di sicurezza.
Dietro il blocco spesso c’è un emozione non attraversata.
Paura. Dubbio. Sovraccarico.
Non sempre la riconosci subito.
Ma il corpo sì.
Quando non possiamo sentire qualcosa fino in fondo, ci fermiamo.
Non per fallire. Per non travolgerci.
Dal punto di vista del sistema nervoso, il blocco è una risposta conosciuta. si chiama immobilità.
Non è passività.
E’ una strategia di protezione quando attivazione e stress superano una certa soglia.
Negli approcci psicocorporei e nella psicoterapia transpersonale, il blocco non viene forzato. Viene ascoltato.
Perchè proprio lì, dove tutto sembra fermo, spesso c’è una soglia . Non un limite.
Un passaggio.
Il blocco si vede anche nelle relazioni.
- Non dici ciò che senti.
- Non prendi posizione.
- Resti fermo/a per non creare conflitto.
Ma anche questo è un linguaggio.
Il corpo e il sistema stanno dicendo:
“qui non mi sento abbastanza sicuro”.
Il blocco relazionale non è incapacità.
E’ protezione.
Breve pratica
Chiudi gli occhi.
Non fare nulla.
Chiediti:
posso restare qui, anche senza muovermi?
Non per sempre. Solo per qualche istante.
A volte è da lì che qualcosa riprende a fluire.
Se ti sei riconosciuta/o, non giudicarti.
Il blocco non è il contrario del movimento.
E’ un movimento diverso.
Non è assenza di azione.
E’ un’azione del sistema che cerca protezione.
Quando qualcosa dentro percepisce troppo carico, troppo rischio o troppa pressione, fermarsi diventa una riposta.
Non sei fermo perchè sei debole.
Sei fermo perchè qualcosa dentro di te sta cercando un modo più sicuro di procedere. A volte non serve sbloccarsi.
Serve ascoltare.
