Connessione con il cuore

Quando ci troviamo in luoghi dove sentiamo di poterci collegare con il cuore non esitiamo a farlo, noi tutti siamo qui per evolverci. E’ importante essere presenti anche per solo tre minuti, il cuore è saggio e sa bene come procedere una volta che entri in coerenza. La natura ci aiuta molto in questo. Gli animali e le piante sono esseri viventi più evoluti degli umani. Noi dobbiamo rinascere più volte affinchè non si apprende la lezione karmica per poter andare oltre. Le piante sono al primo posto, con tutti i loro sensi comprendono le leggi cosmiche. Se l’uomo non ha appreso le lezioni come uomo, rinasce uomo per poi passare animale e piante le quali sono libere. L’essere umano è condizionato dal mondo fisico e le sue limitazioni, fa molto fatica, ma una volta che si è consapevoli di questo, creiamo degli spazi nostri sacri, intimi e puliti dove espandere la conoscenza e la saggezza che abbiamo tutti dentro di noi. Il nostro spirito scende nel corpo quando nasciamo e fa l’esperienza, anima il corpo, ed ecco che subentra l’anima, Siamo anima in un corpo, il quale è un veicolo che ci permette di fare l’esperienza, quindi lo spirito va verso la terra che attrae tutta questa energia con la forza di gravità. L’anima è sempre collegata alla fonte che è lo spirito di se stesso. L’anima vive nel corpo. Quando finisce l’esperienza lo spirito deve lasciare il corpo, e dopo la morte lo spirito risale dalla terra. Quando diventi spirito hai la consapevolezza di ciò che hai fatto prima sulla terra, e ritorni libero. Per poi ritornare nel corpo qualora dovrai pagare i tuoi sbagli. E’ così affascinante questo processo. Pertanto colleghiamoci con il nostro cuore, basta poco, con le mani sul cuore, oppure con il mudra della preghiera all’altezza del cuore. chiudi gli occhi, inspira per cinque secondi ed espira per cinque secondi e rallenta il tuo respiro e il tuo battito, così facendo entri nella frequenza giusta per essere connessa con il tuo cuore, allineato a sua volta con la mente che si acquieta, non ci sono ragionamenti e giudizi, solo ascolto e connessione. Ed è qui che avviene la guarigione a tutti i livelli. Rivolgi una preghiera, un’intenzione, un mantra, rivolgi parole come : “Io sono compassione” , “Io sono gratitudine”, ” Io sono amore incondizionato”. Resta nella frequenza dell’amore, della compassione, della gratitudine. Vedrai che per le prossime sei ore ti sentirai bene. Rafforzi il tuo corpo, avvengono le intuizioni, alleni il tuo campo a ricevere informazioni e a ripristinare la tua energia dapprima inquinata e corrotta da tutto ciò che non ci serve e ci danneggia. Buon ascolto
Consapevolezza e trasformazione
Per poter attingere alla fonte di pura coscienza, al campo di tutte le possibilità, in tutte le situazioni osserva le tue reazioni al reagire: le tue sensazioni corporee, i tuoi pensieri, le tue emozioni, le immagini che emergono dalla coscienza, un suono, un tocco, un gusto, un colore.
Dopo ciò, c’è la storia che costruisci dopo l’esperienza di ciò che osservi.
Devi spezzare di ricreare la stessa storia o situazione più volte: si chiama prigione del karma.
Non hai desiderio di evadere perché non sai nemmeno di essere in una prigione.
Realizzi che tutto il condizionamento è autoimposto, e anche imposto dalla cultura, religione, genitori, insegnanti, economia… Vai oltre questo condizionamento e osservati nella pura coscienza, entra nell’esperienza, osservati nell’esperienza, osservati nelle tue reazioni all’esperienza e osservati a fare scelte consapevoli.
La meditazione ti aiuta. Recitare i mantra. Anche un’autoriflessione interiore: Chi sono? Cosa voglio? Qualè il mio scopo? Per cosa sono grato? Perchè reagisco in questo modo?
L’autoriflessione interiore ti permette di scappare dalla prigione del condizionamento e di attingere alla pura coscienza. Il tuo ego è la mente condizionata, quando sei nel tuo spazio di silenzio e calma puoi esprimere delle intenzioni, fissarti degli obiettivi, e iniziare a capirti profondamente, l’abilità di amare e avere compassione, metterti in contatto con la fonte che è la pura coscienza, il campo di tutte le possibilità, e inizierai a credere in sogni che una volta non avresti mai pensato possibili.
Tutto ha inizio con l’intenzione.
Gli eventi presenti nella tua vita sono stati orchestrati da un’intenzione.
Diamo attenzione all’intenzione. Sapremo come creare al meglio la storia della tua vita in sintonia.

Stile di vita
Quando chiudiamo gli occhi, assistiamo a come il respiro scorre dentro e fuori delle narici, ospitiamo pace nella nostra vita e nutriamo ogni cellula del corpo di energia. Affidiamoci alla saggezza interiore del nostro corpo.
L’esercizio fisico ci aiuta a farci sentire aperti e vivi, a migliorare la nostra fisiologia in armonia.
Respirare il nostro respiro ci connette con la nostra parte profonda, il nostro vero Sé.
Acquisiamo con costante consapevolezza il nostro ritmo quotidiano per vivere bene, prendendoci cura del nostro corpo, mente e spirito con impegno.
Per iniziare a integrare tutto ciò che stiamo imparando nella nostra vita quotidiana è importante creare uno stile di vita sano.
A partire dalla scelta dei pasti, della quantità di tempo che dobbiamo dedicargli, o delle abitudini malsane che dobbiamo sostituire.
Quelle trasformazioni che rendono perfetta la nostra salute. Il contatto con la natura è uno strumento meraviglioso per essere noi stessi, godendo di tutto ciò che ci offre generosamente ogni giorno.
Questa meravigliosa trasformazione può accadere soltanto quando lasciamo a noi stessi il tempo e la libertà di creare e ricreare ogni giorno, senza giudizio.
Quando viviamo con entusiasmo, diamo tutto di noi stessi nelle attività che svolgiamo, e costruiamo dei nuovi percorsi che favoriscono il benessere. Un modo per garantirci di vivere la vita con passione è quello di trovare il nostro dharma, il vero scopo della nostra vita. Quando ci connetttiamo con il nostro dharma, il cuore canta e il tempo vola: viviamo la nostra vita con passione ed entusiasmo. Vivere la vita con passione aiuta a mantenere la mente attiva e sveglia e rafforzare i nostri rapporti con tutti coloro che incontriamo.
Noi diventiamo ciò che pensiamo, facciamo, diciamo e mangiamo.
Rimanendo positivi inviamo al nostro corpo messaggi d’amore per mantenere una buona salute.
La meditazione ci aiuta a restare nel presente, centrati e stabili, ci aiuta a creare lo spazio mentale per la “possibilità”.
Osservare i nostri pensieri senza giudicarli o rifiutarli, facciamo chiarezza nella nostra mente, lasciando spazio a una maggiore creatività e abitudini più produttive.
In questo modo possiamo ancor meglio articolare le nostre intenzioni e manifestarle.
Ricordiamoci della gratitudine che ci aiuta a liberarci dai rumori dell’ego e a collegarci più profondamente con la saggezza interiore.

Essere in salute
Essere in salute è uno stato naturale.
Mantenere il corpo in buona salute è un dovere. Inviamo ad esempio messaggi di amore ai nostri corpi attraverso un’alimentazione corretta, un adeguato riposo, e l’impegno in attività che ci fanno stare bene.
Così quando diventiamo consapevoli di come i nostri corpi si prendono cura di noi, impariamo anche come noi possiamo meglio prenderci cura del nostro corpo. L’intuizione del corpo è quella vocina interiore presente in ognuno di noi che ci guida a compiere determinate scelte e decisioni.
Con le meditazioni impariamo a ricevere queste intuizioni semplicemente ascoltando i segnali che il corpo ci offre. Anche il modo in cui noi parliamo al nostro corpo gioca un ruolo vitale per raggiungere la salute e il benessere. Di fatti noi inviamo questi messaggi alle cellule del nostro corpo che influenzano in modo diretto il nostro stato fisico.
I messaggi positivi rafforzano il nostro sistema immunitario o di una migliore qualità del sonno ecc. Quel dialogo interiore pulito che ci rafforza a tutti i livelli.
Quando abbiamo un dolore, un malessere, una malattia, è importante prestare attenzione ai segnali che il nostro corpo e la nostra mente ci inviano, e rispondere in modo amorevole con gratitudine.
Il nostro corpo è il veicolo prezioso dell’anima, ci permette di connetterci con la sorgente, con la saggezza spirituale e universale.
Quando il nostro corpo è sano e forte, noi siamo in grado di convogliare le nostre energie con più facilità, verso esperienze profonde e significative, come trascorrere del tempo con i propri cari, godere della bellezza della natura intorno a noi, seguire percorsi spirituali.
Il nostro corpo è l’unico che abbiamo a disposizione, per questo dobbiamo trattarlo con grande amore e rispetto, in modo che, a sua volta, ci permetta di godere di tutto ciò che amiamo.

I tre livelli di felicità
Esistono diversi livelli di felicità in base ai diversi stati di coscienza che hanno raggiunto le persone.
- Nel primo livello di felicità per essere felici dovete essere migliori pertanto la soglia dei vostri desideri sale sempre di più; una felicità focalizzata sugli oggetti e sul mondo esterno. La vostra felicità dipende dal realizzare un desiderio, competere e vincere, avere ricchezza e potere (un’energia Yang).
- Nel secondo livello la felicità è condizionata, siamo felici quanto più diamo, e in fondo ci aspettiamo che dando molto otterremo molto e gli altri ci ameranno di più. Si cela sotto l’apparenza della bontà, dell’empatia, della compassione (un energia Yin che ha la capacità ricettiva di accogliere, di dare e nutrire). In questo stato il focus è il passato che porta questa sofferenza emotiva per carenze affettive che generano a sua volta il deficit di autostima che vi rende sensibili al condizionamento esterno. Le neuroscienze ci parlano di sistema limbico, cervello del cuore e dell’intestino dove risiedono le emozioni e le memorie implicite che chiamiamo subconscie. Cominciate a comprendere che DATE con la segreta aspettativa di AVERE, e quando riuscite ad ammettere questo con voi stessi, allora capite il perchè di un matrimonio sbagliato, di un lavoro che non funziona, di amici che vi deludono… Inziate a capire che le vostre azioni sono guidate da forze di cui non siete del tutto consapevoli. Capite che le emozioni guidano il vostro agire molto più della vostra mente razionale.
- Nel terzo livello di felicità si accende la corteccia prefrontale. Si è consapevoli e non si ha paura del futuro perchè lo create voi, e del passato con cui avete fatto pace, perchè siete nell’eterno presente e lavorate su di voi per manifestarvi sempre meglio. A questo livello la felicità è incondizionata, sviluppiamo le forme più elevate di intelligenza, creatività, empatia, compassione, restando radicati nella realtà del quotidiano. Non si è condizionati dalla risposta esterna, siamo integri, presenti, luminosi per il solo fatto che ci siamo e ci esprimiamo creando la nostra realtà. Non vi è posto per il dubbio e le insicurezze. E’ importante, per arrivare a questo livello d felicità, lasciare andare tutte le credenze e lavorare sulle emozioni bloccate. La meditazione aiuta in questo processo di guarigione. Si pratica l’intenzione, ponendo la nostra energia e centratura in un obiettivo, perchè riteniamo che sia giusto per noi e ce lo meritiamo. Siamo nel campo del potenziale, della coscienza o del superconscio.

MANTRA DI METATRON
Metraton…il principe degli angeli. Potete recitare sopra la mia voce. Recitate inserendo il vostro nome. Un comando potente.
Riflessione e Azione

Super-Io punitivo
La vergogna e la colpa non sono emozioni di base, ma stati emotivi indotti dalla cultura, dall’educazione, ecc.
La vergogna riguarda un qualcosa di sbagliato nella propria persona (un difetto di cui siamo portatori, il “come sono”).
La colpa riguarda qualcosa di sbagliato nelle proprie azioni (il “cosa ho fatto”).
In entrambe non siamo consapevoli di come realmente ci giudichiamo e che genere di dialogo interiore rivolgiamo in noi, quel giudice interiore che parla cosa dice?
Non siamo consapevoli e non riconosciamo ciò che il giudice interiore ci dice e come ci tratta perche esso è inconscio.
Il Super-Io può essere buono o rigido o addirittura punitivo, che può essere distruttivo, è un codice etico interno a livello inconscio.
Dunque ci parliamo come ci hanno parlato e ci trattiamo come siamo stati trattati, finchè non diveniamo consapevoli.
Il fattore giudicante deriva dal giudizio che abbiamo ricevuto dalle figure di riferimento e di autorità: genitori, fratelli o sorelle maggiori, insegnanti ecc.
Non siamo consci di come ci trattiamo e ci giudichiamo finchè non diventiamo consapevoli.
Le difese, le resistenze del Super-Io, che ha costruito per non far emergere le vere emozioni, tenendoci prigionieri vivendo nella colpa e nella vergogna, ci fanno provare rabbia, paura, autosabotaggio e autodistruzione, che si riversa in tutti i settori della vita. E’ il Super-Io punitivo. All’origine di un malessere traumatico, di un blocco emotivo.
Si è in pratica ipnotizzati dal dialogo interno, da dirci che non valiamo abbastanza, che non riusciamo a fare di meglio, che tanto non cambia nulla, che non siamo abbastanza bravi ecc. Ci rivolgiamo queste parole in automatico. Ne siamo convinti.
A questo punto, se ripetiamo a noi stessi la frase “Mi merito di essere felice” è l’eco del Super-Io, dove abitano le parole, i rimproveri, le credenze di chi ci ha cresciuto. Riprogrammiamo quindi il nostro Super-Io.
Il lavoro emozionale risiede proprio nell’essere consapevoli di tutto questo.
Si può cominciare a far parlare il Super-Io in modo che ci distacchiamo da esso. E così facendo, dal dolore si passa alla compassione verso di noi, e alla ribellione di ciò che ci ha represso per tanto tempo.
In questo contesto ciò che cura è ciò che più spaventa.
La ferita emotiva viene riparata anche con l’aiuto di un terapeuta.
Con la consapevolezza già si attiva il processo di guarigione, difatti, la persona in questo processo proverà a fare ciò che non ha mai fatto, cioè a modificare i suoi atteggiamenti, ciò che dice a se stessa e come si pone nei suoi confronti e con l’altro; non si limiterà a dirlo, a rifletterci sopra, lo vivrà. E sarà questo a riplasmare il suo cervello e quindi un nuovo modo di essere.

Autodifese, consapevolezza e autoguarigione.
Il subinconscio e l’inconscio sono molto più potenti della mente razionale e della coscienza. La repressione e la resistenza emotiva, senza lasciar andare consapevolmente le emozioni ma reprimerle ci evita di entrarci dentro, elaborarle e fare la cosa giusta per la nostra felicità. Se le reprimi continui a fare gli stessi errori e il corpo si ammala. Il cervello emotivo è collegato al benessere di tutti i nostri organi.
Bisogna vivere il presente e non farci bloccare nelle esperienze traumatiche del passato restando lì. Guariamo pertanto attraverso il corpo e non il linguaggio e la ragione. Il cervello limbico o emotivo ha meccanismi di auto guarigione, perciò i metodi di lavoro emotivo agiscono portando equilibrio nel sistema limbico. Le emozioni sono fondamentali per la sopravvivenza.
Allora perché le reprimiamo?
Osservando un bambino notiamo la mimica come spontaneamente si esprime nonostante tutto ciò che l’eredità ci porta nella vita prenatale e prima ancora.
Oltre l’eredità anche tutti gli archetipi che dall’inconscio collettivo riceviamo.
Man mano che cresciamo perdiamo progressivamente questa libertà di espressione.
Ciò dà luogo a tre fenomeni:
- La fobia delle emozioni che ti limitano di vivere a pieno la vita, perchè hai paura del giudizio, paura inconscia di condividere emozioni positive come la gioia, passi così per scorbutica/o, ti difendi dai complimenti, a volte perchè senti di non meritarlo, altre perchè temi l’abbandono. C’è chi si vergogna di piangere e si nasconde dietro l’ironia o il cinismo. C’è poi la rabbia emotiva inconscia, minimizzandola dicendo sempre di si’ a situazioni piuttosto che andare incontro a un conflitto, e così via.
- La repressione emotiva è il secondo fenomeno attraverso cui si giunge al blocco emozionale. L’impedimento involontario al loro esprimersi va di pari passo con il controllo razionale e la rigidità caratteriale, che sono alla base dell’insorgere della depressione, somatizzando molte patologie anche gravi.
- La resistenza emotiva è un autodifesa di fronte al sorgere delle emozioni. Le difese ci servono per far fronte allo stress connesso alla vita. E’ come un anestetico per ridurre il dolore. Sono difese sia rivolte verso il mondo esterno che interno per difenderci dalle nostre paure, dal dolore o dalla rabbia che proviamo internamente, Dipende poi da che tipo di difese utilizziamo. Alcune sono distruttive e rigide. Un atteggiamento di sfida, ad esempio, non è sano per difendersi, perchè impedisce di costruire relazioni buone, perchè in passato ha subìto un tradimento da un collega e non si fidava poi più di nessuno. Non era stata elaborata quell’esperienza, si sente al sicuro mantenendo un comportamento di rigidità e diffidenza, portando poi problemi di pressione alta. Un cuore sempre in tensione.
Imparare a riconoscere una reazione difensiva in se stessi è fondamentale.
Ogni atteggiamento, pensiero, reazione o persino un’emozione può essere usata come difesa se serve per evitare di sentire qualcos’altro o per coprirlo, e per evitare di essere esposta/o ad una situazione emotiva.
Ne fanno parte alcuni atteggiamenti: l’evitamento dello sguardo dell’altro in determinati momenti della conversazione, il sorridere spesso anche quando si sta avvertendo un’emozione di rabbia o tristezza, il cambiare discorso, il parlare molto in fretta in modo da evitare che l’altro possa introdursi, all’opposto anche il diventare silenziosi, irritarsi, evitare di rispondere.
Ci sono anche vie fisiche attraverso le quali ci difendiamo dalle nostre emozioni. Come diventare tesi, costrizioni al petto, senso di soffocamento, deglutizione, confusione mentale ecc. Ci si difende da qualche emozione sottostante.
Anche azioni impulsive come pulire la casa ossessivamente, o fare shopping compulsivo, mangiare, passare del tempo in internet, come anche comportamenti di dipendenza da sostanze, sono tute via di fuga dal problema esistente.
Preso coscienza di tutto ciò è necessario lavorare sul nostro corpo.
Il sintomo e le reazioni alle emozioni sottostanti ci dice che c’è un “sentito” che non stai ascoltando e diventa cronico. E diventa cronico quando la fase di riparazione si interrompe.
In base all’intensità in cui vivi l’evento negativo, il cervello si attiva e i sintomi si accendono e sono forti.
Il corpo ti sta chiedendo di attivare il suo potere di autoguarigione innato.
Il dolore ci fa fermare affinchè il corpo ascolta per permettersi di ripararsi, concediti del tempo, mettiti al primo posto; ci vuole pazienza e fiducia.
E’ importante conneterci con le nostre emozioni, con i nostri “sentiti”, le nostre percezioni, che sono alla base della nostra salute.
Una tecnica di guarigione potente è la meditazione.


