Non sempre sappiamo subito dove andare. Ma il corpo sente quando ci stiamo allontanando da noi stessi.
La direzione non è controllo del futuro. E’ relazione con ciò che , dentro di noi, chiede più verità.
Non servono certezze assolute. A volte basta smettere di ignorare ciò che sentiamo. E iniziare, lentamente, a muoverci in quella direzione.
Molte persone restano ferme non perchè non sappiano cosa fare, ma perchè cercano la certezza assoluta prima di muoversi.
Ma la direzione raramente appare tutta assieme. Spesso si chiarisce mentre camminiamo. Aspettare di sentirsi pronti al 100% può diventare un modo per restare bloccati.
A volte basta un passo coerente. Non perfetto. Coerente.
Ci sono momenti in cui non manca la forza. Manca la direzione.
Quando siamo scollegati da ciò che sentiamo davvero, iniziamo a muoverci per abitudine, pressione o aspettative. E il corpo, spesso, lo percepisce prima della mente: stanchezza, blocco, confusione, senso di dispersione.
Avere una direzione non significa avere tutto chiaro. Significa sentire che il movimento che stiamo facendo ha un senso per noi.
Dal punto di vista neurologico, il sistema si stabilizza di più quando percepisce coerenza tra ciò che sentiamo e ciò che facciamo.
Pratica corporea:
Sentire dove il corpo vuole andare
Cammina lentamente per qualche minuto, senza meta precisa. Poi fermati.
Fai un bel respiro profondo e chiediti: ” Cosa mi fa sentire più aperto/a in questo momento? Non cercare una risposta mentale immediata. A volte il corpo percepisce la direzione prima delle parole.
Dove sto andando davvero?
Prenditi qualche minuto e scrivi:
- Cosa mi sta togliendo energia in questo periodo?
- Cosa, invece, mi fa sentire vivo/a
- Quale parte di me sto trascurando?
- Se ascoltassi di più me stesso/a, cosa cambierei anche solo un pò?
Non serve avere subito risposte definitive. A volte la direzione emerge dalle domande giuste.
Immaginare un passo possibile
Chiudi gli occhi. Immagina te stesso/a tra qualche mese in una versione più allineata con ciò che senti. Non perfetta. Più vera.
Osserva:
- come si muove
- come respira
- cosa non accetta più
- cosa sceglie diversamente
Poi chiediti:
“Qual’è un piccolo passo che mi avvicina a questo?”
La direzione cambia anche attraverso gesti molto piccoli.
Un gesto concreto di direzione
Oggi scegli una sola cosa da fare in modo diverso.
Anche minima.
Una scelta rimandata. Una pausa concessa. Un no detto con più chiarezza. Un si detto con più presenza.
La direzione non nasce nei grandi cambiamenti improvvisi. Nasce da piccoli atti ripetuti nel tempo.
