Siamo abituati ad ascoltare per capire, spiegare, risolvere.
Ma l’ascolto di cui parliamo qui è diverso.
E’ un ascolto che non cerca subito un senso, non corregge, non interpreta. E’ un ascolto che resta.
Quando inizi ad ascoltare davvero il corpo, ti accorgi che molte sensazioni non chiedono di essere cambiate, ma riconosciute.
Dal punto di vista fisiologico, questo cambia qualcosa: quando il sistema non si sente forzato, può iniziare a regolarsi.
L’ascolto non è passività. E’ una forma di presenza.
Impariamo a restare prima di reagire.
Restare nel corpo senza intervenire
Prenditi qualche minuto. Porta l’attenzione a una zona del corpo che senti. Non cercare quella “giusta”, scegli semplicemente quella che emerge. Resta lì. Senza cambiare il respiro. Senza rilassare.
Osserva solo cosa c’è: tensione, vuoto, movimento, calore…
Quando la mente interviene, torna alla sensazione. L’ascolto inizia così: senza fare nulla.
Pratica di scrittura
Distinguere ciò che senti
Prenditi qualche minuto e scrivi:
- Cosa sto sentendo nel corpo in questo momento?
- Che pensieri arrivano su questa sensazione?
- Cosa mi viene spontaneo fare quando la sento?
Non cercare risposte giuste. Osserva.
Spesso mescoliamo tutto: sensazione, pensiero, reazione.
L’ascolto inizia quando iniziamo a distinguere.ù
Dare spazio a ciò che senti
Chiudi gli occhi. Immagina di creare uno spazio dentro di te, abbastanza ampio da contenere quello che senti.
Non devi cambiare nulla.
Porta lì una sensazione presente in questi giorni.
Osserva se cambia qualcosa quando non cerchi di modificarla.
A volte è lo spazio, non l’intervento, che permette al corpo di muoversi.
Un momento di ascolto nella giornata
Scegli un momento preciso. Fermati un attimo. Porta l’attenzione al corpo. E chiediti solo: “Cosa c’è adesso? Senza aggiungere altro.
L’ascolto non ha bisogno di tempo lungo. Ha bisogno di essere reale.
Se qualcosa dentro di te ha iniziato a emergere, non affrettarti a capirlo. L’ascolto non serve per spiegare. Serve per entrare in relazione. Non devi interpretare ogni sensazione. Non devi trasformarla. Puoi solo restare. E, a volte, è proprio lì che qualcosa inizia a cambiare.

L’ ascolto è riconoscersi attraverso il riflesso dei propri occhi…é fermarsi e stabilire una connessione con se stessi con la certezza di non essere mai soli, grazie alla presenza che ci doniamo 🫂